| Questo
è il Salento.
Incastonato nell’azzurro del mar Mediterraneo, cullato ad est dal
mare Adriatico e ad ovest dal mar Ionio, tappezzato da una ricca vegetazione
selvatica, con i profumi del timo, del rosmarino e dell’origano
che si mescolano a quelli del mare, in cui gli ulivi secolari si alternano
alle vigne, palesando ovunque i segni tangibili del passaggio di antiche
civiltà, con le cicale che animano le calde serate estive, e le
marine e i centri storici che si popolano di voci dall’accento tipicamente
non locale.
Terra di conquista e terra che conquista.
Terra che ti adotta e terra che tu adotti.
Terra che ti ospita: lungo la costa
che da Tricase e Marina di Novaglie va sino a Marina
di Pescoluse e Torrepali, passando il Capo di Santa
Maria di Leuca, troverai sicuramente la sistemazione
che ti ospiterà durante le tue vacanze. E in
questa terra troverai la motivazione giusta per ritornarci
e farne la tua seconda casa…
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COSTASALENTO - STORIA
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Il Salento, la più antica delle terre pugliesi, di certo
la più tenacemente ancorata ai ritmi ancestrali della sua
civiltà; un mondo spirituale complesso sin dalle origini,
come testimoniano gli arcani simbolismi geometrici, umani
e s olari, le scene di caccia e di vita quotidiana delle
antichissime pitture parietali rinvenute nelle grotte marine
della Zinzulusa, Romanelli, del Cavallo, di Porto Badisco.

E' quella che un tempo veniva chiamata Terra d'Otranto,
un insieme unitario anche se disomogeneo, culturalmente
e linguisticamente più greco che latino, dove poche opulente
cittadine, come Otranto, Gallipoli, Nardò, Galatina, spiccano
su una miriade di piccoli centri abitati, nella maggior
parte dei casi arretrati rispetto alla costa perennemen
te minacciata. Cuore aristocratico e pulsante è Lecce, una
realtà colta creata dalla classe dirigente arricchitasi
con la terra. In prossimità del mare Adriatico, a Porto
Badisco, è stato ritrovato un segno imprtantissimo per la
storia del Salento. Alcune decine di anni or sono, quasi
per caso, è stata individuata una grotta naturale, la Grotta
dei Cervi, di origine carsica che era stata rifugio dell'uomo
preistorico nel Salento durante il periodo Neolitico. Il
Salento è la regione più orientale d'Italia, è una terra
di frontiera. Anche la sua storia ne è testimonianza sin
dalle origini: la storia dei Salento ha sempre incontrato
quella dell'Oriente, fin dai tempi in cui la leggenda vuole
che siano stati i Cretesi a fondare Lecce. E questo grazie
anche al Mediterraneo, mare di estrema importanza per l'incontro
di civiltà che su di esso si affacciavano. Nell'età dei
Bronzo la penisola salentina fu abitata da popolazioni indoeuropee
giunte fino al sud attraversando le Alpi e proseguendo lungo
la dorsale adriatica. Le decine di dolmen e di menhir che
si trovano nel basso Salento sono una testimonianza di questo
periodo, pur trattandosi solo di una piccola parte sopravvissuta
a tante demolizioni. I1 primi a stanziarsi in questa terra,
attorno al V sec. a.C., furono i Messapi, dediti all'agricoltura,
all'allevamento dei cavalli ed all'artigianato della ceramica.
Queste popolazioni diedero un determinante impulso alla
nascita delle città, che a quell'epoca si distinsero per
la presenza di monumentali cinte murarie. Ma già
neil'VIII sec. a.C. coloni greci avevano fondato, lungo
la costa città come Gallipoli, Otranto, Taranto che
sarebbero diventate i punti di riferimento della Magna Grecia,
piccole capitali più prestigiose di quelle della
madre patria.
Nell'area a Sud di Lecce esiste ancor oggi una sorta di
"isola linguistica" e culturale dove ancora si
parla il greco, anzi, il griko. L'area elienofona della
Grecìa Salentina comprende nove Comuni (Calimera,
Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano,
Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino), ma anticamente
occupava tutta la fascia che si estende, ad arco, da Gallipoli
ad Otranto. In qest'area l'impronta greca è presente
nell'architettura, nella musica popolare, nella gastronomia.
Gli elementi greci, fusi con quelli salentini, hanno consentito
uno sviluppo culturale autonomo, deli tutto originale.
Dopo la guerra tarantina, il Salento diventò provincia
romana dal punto di vista amministrativo, ma non culturale.
I Romani sfruttarono la sua posizione strategica ramificando
le rete viaria proveniente dall'Urbe, facendo di Brindisi
il capolinea dell'Appia e della Traiana e costruendovi porti
come a San Cataldo e a Roca. I contatti con la sponda balcanica
furono intensi sino alle invasioni di Goti, Longobardi e
Bizantini. Questi ultimi esercitarono per lunghi secoli
il loro dominio, lasciando in queste terre un'impronta più
indelebile che altrove. La lenta ma costante penetrazione
della Chiesa d'oriente ne caratterizzò la vita religiosa,
dapprima attraverso l'arrivo di individui isolati in fuga
dalle persecuzioni religiose o politiche, più tardi
col diffondersi del monachesimo, in particolare quello ispirato
a San Basilio. I Basiliani istituirono ovunque cenobi, raccogliendo
intorno ad essi la popolazione divisa tra preghiera e lavoro
dei campi.
Altro capitolo importante è quello che vede il Salento
al centro delle mire espansionistiche dei Turchi. Un avvenimento
tristemente memorabile è quello che coinvolse Otranto,
nel 1480 attaccata e saccheggiata da una poderosa flotta
comandata da Acmet Pascià, la cui resistenza venne
punita con l'uccisione di ottocento abitanti. Fu questo
uno degli episodi che diede l'awio alla costruzione delle
torri di guardia sotto gli Spagnoli. Realizzate a partire
dal '500, sotto il regno di Carlo V, le torri costiere costituivano
un sistema di avvistamento che consentiva di approntare
difese di emergenza in occasione di incursioni dal mare.Queste
torri sono tuttora visibili lungo gran parte della costa
pugliese ed il Salento, in particolare, conserva in buona
parte integra la struttura delle costruzioni.
Nello stesso Periodo, Lecce divenne una delle città
più belle ed importanti del periodo, seconda solo
a Napoli come cuore pulsante delle attività culturali
ed artistiche che, oltre ad attirare nobili e studiosi,
diedero impulso alla definizione dei suo volto barocco coinvolgendo
anche l'immediato entroterra ed irradiando su una più
vasta arca la grazia, l'armonia ma anche la forza dirompente
e "bizzarra" del nuovo gusto.
Favorito dal morbido, duttile calcare leccese (la "PIETRA
LECCESE"), il barocco impreziosisce edifici civili
e religiosi. Lecce e tutto il Salento si riermpiono di putti,
grifi, trabeazioni elaborate, balaustre ardite, realizzati
nel marmo dei poveri. Nella Grecìa Salentina, Corigliano
d'Otranto, Melpignano, Soleto costituiscono l'esempio più
ricco di tale espressione d'arte. Una gara ad uno splendore
sempre crescente nella quale si distinse il vescovo Pappacoda,
al quale si devono alcuni fra i più insigni edifici.
Sorsero in questo periodo accademie e si diffusero gli ordini
religiosi, promotori di iniziative culturali al passo con
i tempi.
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